
Dal nuovo numero della rivista...
In primo piano
Per celebrare il centenario della morte di Paolo Giacometti, i comuni di Novi e Gazzuolo organizzarono una serie di manifestazioni che, oltre trent’anni dopo, ricordiamo ancora nitidamente, non foss’altro che per l’invidiabile portata dell’evento (Pagina, scena e pubblico nel lavoro di un poeta di compagnia dell’800, 24-25 settembre / 9-10 ottobre 1982). L’assessore alla cultura dell’epoca definì questa sinergia istituzionale «una significativa esperienza di “gemellaggio culturale” fra i due Comuni». E aveva ragione. I novesi del 1982 ebbero la fortuna di ospitare Giorgio Albertazzi, protagonista di Postille di un attore: un confronto diretto con i testi a partire, naturalmente, dalla Morte civile. In quell’occasione, l’attore dichiarò che considerava Giacometti un innovatore del teatro, un artista all’avanguardia, «forse paragonabile con la dovuta cautela ad Ibsen». Anche lui aveva ragione. Questo “incontro ravvicinato” col testo era in piena sintonia con lo spirito delle celebrazioni, finalizzate a proporre un’ampia verifica della “resistenza al tempo” di Giacometti e della sua opera. Verifica che, attraverso la pubblicazione di alcune intense lettere familiari, tentiamo oggi di riproporre. Non dimenticando come i novesi hanno saputo onorare il loro famoso concittadino, capace di affrontare, con solitario coraggio e prima d’altri, temi di grande impegno civile.


