
Beppe Levrero, i Cattaneo, Serafino Cavazza, Giulio Campastro,
tra i personaggi che si incontrano sfogliando
il fascicolo no. 9 di “Novinostra-In Novitate”

Le Associazioni Storiche Centro Studi "In Novitate" e “Società Storica del Novese” propongono sul numero della rivista "Novinostra-In Novitate” in uscita a giugno, un interessante articolo sul maggiore pittore locale del Novecento, dallo stile pittorico proprio e estremamente originale: Beppe Levrero, (Voltri 13/10/1901- Novi Ligure 15/10/1986). L’artista novese, consacrato dalle Quadriennali romane e, soprattutto, dalla XXIII Biennale di Venezia (1942) dove è invitato con sala personale, non si è mai legato ad alcuna tendenza o corrente artistica. La sua pittura, robusta e schietta, sposa la pratica del disegno con una consistente propensione al materico: i suoi quadri mirano spesso a ricreare e armonizzare tra loro l’energia delle forze naturali e la musicalità dei paesaggi. Lo scultore Sandro Cherchi nel 1963 scrive del suo stile: “...tutto si muove nella sua pittura, i suoi paesaggi sono sconvolti o meglio travolti da una furia espressionistica che altro non fa pensare che il nostro amico sia stato violentemente messo in moto da un ribollore dell'anima, da una giovinezza improvvisa e ruggente, in cui diventa poesia e meditazione: la tempera favorisce questo nuovo momento di Levrero per la sveltezza dell'esecuzione e la bellezza della materia”. Giuliano Levrero, il figlio di Beppe, attraverso manoscritti, vecchie fotografie, stupendi dipinti e documenti inediti del padre, in “Ricordi novesi”, ripercorre scampoli di vita vissuta dove emerge la Novi dei primi anni ottanta del Novecento, con suoi personaggi tra cui ricordiamo: Gigi Bailo, il poeta assistente del grande Ungaretti; don Lorenzo Motta, parroco di San Nicolò, grande appassionato d'Arte e buon musicista; Aurelio Bellocchio, medico che ben coniugava la sua professione con l'amore per la pittura e la tradizione locale, Gigi Podestà, pittore che spesso si accompagnava con il maestro Beppe nel ritrarre scorci paesaggistici del Novese. Nella rivista, Sergio Pedemonte sposta l'attenzione sull' Oltregiogo, prende in considerazione le visite pastorali nei censimenti feudali nel Medioevo, confronta dati provenienti dagli Archivi Vescovili delle diocesi di: Tortona e Genova. Paola Repetto si sofferma sulle lapidi commemorative e funerarie murate nella Chiesa San Nicolò di Novi, in particolare su quelle dedicate ai Cattaneo. E l'autrice, attraverso queste “memorie di pietra”, ricorda le gesta e le benemerenze dei vari componenti l'antica famiglia. Giuseppe Rocca propone una visione geo-storica del mondo di Serafino Cavazza, con particolare attenzione a quello orionino. Giannina Bisio Campastro tratteggia il profilo umano e culturale di Giulio, un autentico esempio, per i giovani e non solo, di intelligenza sensibile in forma di bellezza.
c.b.

RICORDIAMO SERAFINO CAVAZZA
Sabato, 7 dicembre, alle ore 10.00, presso la sala conferenze della Biblioteca civica di Novi Ligure, sarà ricordato lo storico Serafino Cavazza (1922-1989) a trent'anni dalla scomparsa, in un incontro fortemente voluto dalle associazioni storiche Centro Studi "In Novitate"
e Società Storica del Novese e dalla rivista "Novinostra-In Novitate".
All'evento,che verterà sull'eredità culturale di Cavazza e sul suo contributo agli studi storici, parteciperanno: in videoconferenza da Londra l'ing. Pietro Rescia; il prof. Giuseppe Rocca; il prof. Lorenzo Massobrio. Coordinerà gli interventi il dott. Andrea Sisti.
Encomiabile l'iniziativa della famiglia Cavazza di donare alle biblioteche locali e a quelle scolastiche i libri in rimanenza dello storico e di offrire, a conclusione della mattinata, un piacevole rinfresco natalizio.
Serafino Cavazza amò Novi e il Novese con tutto se stesso, dedicando il proprio tempo libero a ricomporne la storia dagli albori ai "giorni
nostri". Nelle sue ricerche, ha spaziato dalla storia generale alla microstoria, dalle varie espressioni del mondo religioso, con
particolare attenzione a quello orionino, alle realtà industriali e sportive. Inoltre, molte sono le biografie da lui curate, che affiancano opere ancor oggi fondamentali per la storiografia locale.
Quello di Cavazza è stato un impegno che non si è limitato alla ricerca, alle venticinque opere pubblicate e a una lunga collaborazione giornalistica. Consigliere comunale dal 1956 al 1960, nel 1960 lo troviamo tra i fondatori della Società Storica del Novese e della rivista "Novinostra". Nel 1983, fonda il Centro Studi "In Novitate", di cui è il primo Presidente, e l'omonima rivista. Da segnalare che, con la collaborazione dell'amministrazione comunale, promosse l'iniziativa di apporre, in quelle che erano le vecchie contrade di Novi, targhe toponomastiche per rinsaldare il legame con la tradizione. Commissario Straordinario dell'Ospedale San Giacomo, per 25 anni fu Presidente della Società "Dante Alighieri". Il 2 giugno 1971 gli venne conferita, dal Presidente della Repubblica Saragat, l'onorificenza di Cavaliere.
ANGELO ARMELLA E IL MONOBLOCCO OSPEDALIERO
DI NOVI LIGURE

Venerdì 6 dicembre, alle ore 17 45 presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Pallavicini, si svolgerà la presentazione del volume “ANGELO ARMELLA E IL MONOBLOCCO OSPEDALIERO DI NOVI LIGURE a cinquant’anni dall’inaugurazione (1969-2019)”, pubblicato dal Centro Studi “In Novitate” Onlus e dalla casa editrice Città del silenzio, con la collaborazione della Famiglia Armella, in occasione dell’importante anniversario. All’incontro, interverranno:
Gian Paolo Cabella, Sindaco di Novi Ligure
Francesca Chessa, Consigliere comunale con delega alla Sanità
Fabrizio Palenzona, già Presidente della Provincia di Alessandria
Antonio Armella
Coordina Andrea Sisti
L’evento rientra nella rassegna “La Torre di Carta” di dicembre.
Angelo Armella ha vissuto da protagonista la vita politica italiana del secondo dopoguerra. Attivo nella Democrazia Cristiana fin dagli anni della Resistenza, è stato consigliere comunale di Novi Ligure, più volte consigliere provinciale, poi presidente della Provincia di Alessandria, consigliere regionale, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e infine deputato, a partire dal 1976, per la circoscrizione Cuneo-Asti-Alessandria, poi rieletto nel 1979.
Questo libro – redatto sulla base di un’attenta ricerca condotta fra le carte dell’archivio Armella – nasce dalla volontà di ricordare l’uomo, il politico e l’amministratore, insieme con una delle opere che maggiormente è legata al suo impegno in favore del territorio: il monoblocco ospedaliero di Novi Ligure, inaugurato mezzo secolo fa e considerato all’avanguardia nell’edilizia sanitaria piemontese.
L’ospedale di Novi Ligure ha origini antiche se, in un censimento del 1592, a cura del parroco di San Nicolò, compare già il “San Giacomo” come “ricovero dei pellegrini”, situato nell’attuale via Cavour, accanto a una piccola chiesa e a una struttura che diventerà teatro. Nel 1902, dopo un lungo dibattito e grazie a un fabbricato donato dal conte Raggio, sorse il nuovo ospedale, lungo la strada per Serravalle. Nel secondo dopoguerra, la costruzione del monoblocco, sotto la guida di Armella, garantì una politica sanitaria efficiente, idonea a rispondere alle nuove e mutate esigenze di una città in pieno sviluppo industriale e demografico.

